Quando si affronta un percorso di procreazione medicalmente assistita, l’attenzione è spesso rivolta alla donna. In realtà, il contributo dell’uomo è essenziale non solo dal punto di vista biologico, ma anche emotivo e relazionale.
Quando una coppia decide di intraprendere un percorso di procreazione medicalmente assistita (PMA), è naturale che gran parte dell’attenzione si concentri sulla donna. Sarà lei, nella maggior parte dei casi, a sottoporsi agli esami diagnostici più numerosi, alle terapie ormonali e, se necessario, agli interventi previsti da tecniche come la fecondazione in vitro.
Questo, però, non significa che il ruolo dell’uomo sia secondario.
La ricerca di una gravidanza è un percorso di coppia e il coinvolgimento del partner rappresenta un elemento importante sia per il successo del trattamento sia per il benessere emotivo di entrambi.
L’infertilità riguarda la coppia, non una sola persona
Ancora oggi molte persone tendono ad associare l’infertilità esclusivamente alla donna. In realtà, circa il 40-50% dei casi presenta anche un fattore maschile, mentre in molte situazioni le difficoltà riproduttive dipendono da entrambi i partner.
Per questo motivo, la valutazione iniziale dovrebbe sempre coinvolgere sia l’uomo sia la donna, consentendo di individuare eventuali cause e scegliere il percorso terapeutico più appropriato.
Anche l’uomo vive emozioni difficili
Ricevere una diagnosi di infertilità può essere un momento complesso per entrambi.
Anche l’uomo può provare:
- frustrazione;
- senso di colpa;
- paura di non riuscire a diventare padre;
- ansia;
- preoccupazione per il futuro della coppia.
Spesso, però, queste emozioni vengono vissute in silenzio.
Molti uomini tendono a proteggere la propria compagna mostrando sicurezza e autocontrollo, evitando di parlare delle proprie paure. Questo atteggiamento, seppur comprensibile, può essere interpretato erroneamente come distacco o disinteresse.
Il valore della comunicazione
Ogni persona affronta un percorso di fertilità in modo diverso.
C’è chi sente il bisogno di condividere ogni emozione e chi preferisce elaborare tutto interiormente.
Non esiste un modo giusto o sbagliato di affrontare questo momento, ma è fondamentale mantenere una comunicazione aperta e sincera.
Parlare delle proprie paure, delle aspettative e delle difficoltà permette alla coppia di affrontare il percorso con maggiore serenità e riduce il rischio di incomprensioni.
Come può partecipare attivamente il partner?
Anche se molte procedure riguardano direttamente la donna, il partner può avere un ruolo concreto durante tutto il percorso.
Può, ad esempio:
- partecipare alle visite e ai colloqui con gli specialisti;
- condividere le decisioni terapeutiche;
- sostenere la compagna durante le terapie;
- essere presente nei momenti più delicati del trattamento;
- accompagnarla durante gli esami e i controlli;
- continuare a coltivare la relazione anche al di fuori del percorso medico.
La presenza emotiva e il sostegno reciproco rappresentano spesso una delle risorse più importanti per affrontare questa esperienza.
Quando può essere utile un supporto psicologico?
Un percorso di procreazione medicalmente assistita può mettere alla prova anche le coppie più solide.
Per questo motivo molte strutture specializzate mettono a disposizione uno psicologo dedicato alla fertilità.
Il supporto psicologico può aiutare a:
- gestire ansia e stress;
- migliorare la comunicazione nella coppia;
- affrontare eventuali insuccessi;
- vivere il percorso con maggiore consapevolezza.
Chiedere aiuto non rappresenta un segno di debolezza, ma uno strumento prezioso per affrontare una fase particolarmente delicata della vita.
Le conclusioni del Dott. Pasquale De Rosa
La procreazione medicalmente assistita non è il percorso di una sola persona, ma quello di una coppia che condivide un progetto di vita.
Il coinvolgimento attivo dell’uomo, sia dal punto di vista clinico sia da quello emotivo, contribuisce a creare un clima di maggiore serenità e collaborazione, elementi fondamentali durante tutto il percorso.
Affrontare insieme ogni fase del trattamento, condividere emozioni e decisioni e affidarsi a un’équipe specializzata permette di vivere questa esperienza con maggiore consapevolezza e fiducia.
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