Diatermocoagulazione

La diatermocoagulazione è una tecnica effettuata a livello ambulatoriale per rimuovere tramite elettrocauterizzazione (bruciatura del tessuto) epiteli anomali. Si utilizza uno strumento che genera corrente elettrica sottoforma di impulsi ad elevata frequenza, in grado di cauterizzare i tessuti superficiali. La tecnica viene effettuata senza anestesia in quanto sul collo dell’utero non sono presenti recettori del dolore, non avrebbe dunque senso effettuare un’anestesia locale. Il fastidio provato dalla maggior parte delle donne è come quello del flusso in quanto l’utero, sollecitato dal tocco della cervice, comincia semplicemente a contrarsi.

Tale metodica trova diverse indicazioni in ambito ginecologico:

Ectropion cervicale

Nel linguaggio comune definito “piaghetta”, il termine tecnico è “ectopia” o “ectropion” che significa, appunto, estroflessione. L’ ectropion è un’estroflessione della mucosa endocervicale che provoca la scomparsa dell’epitelio pavimentoso che normalmente riveste il collo dell’utero. Può avere dimensioni variabili ed è assolutamente innocua ma può creare sanguinamenti anomali, dolore o sanguinamento durante il rapporto sessuale o un’infiammazione del collo dell’utero. L’infiammazione della cervice, in particolare, se riscontrata in maniera persistente (tramite pap-test), predispone alla mutazione delle cellule lì presenti che cercano di riparare continuamente questo tessuto.

CIN1

Qualora vi fosse una diagnosi di CIN1, ovvero una lesione preneoplastica di basso grado, le condotte da adottare possono sostanzialmente essere due:

  • Attesa con controlli ravvicinati in quanto il tessuto anomalo potrebbe regredire spontaneamente.
  • Diatermocoagulazione per la rimozione del tessuto alterato.
Condilomi

Essendo una metodica condivisa con i dermatologi, la DTC può essere utilizzata anche per il trattamento ambulatoriale dei condilomi vaginali, vulvari e della regione perianale.