+39 3343091194

Oncofertilità: la maternità dopo il cancro (articolo 1 di 7)

oncofertilità-napoli

Il numero di persone che si ammalano di cancro è in costante aumento, ma grazie ai programmi di prevenzione e diagnosi precoce, come pure alle nuove terapie antitumorali, sono sempre di più coloro che guariscono o che convivono a lungo con la malattia. Quando ad ammalarsi sono i bambini o i giovani adulti, gli aspetti connessi con gli effetti a lungo termine delle terapie antitumorali, e tra questi anche il rischio di non poter avere figli, diventano prioritari.

Questa sezione si rivolge soprattutto alle pazienti per spiegare in un linguaggio chiaro le strategie a disposizione per preservare la fertilità e avere figli dopo le terapie antitumorali. Tenendo conto della complessità degli aspetti medici e della mancanza di indicazioni precise circa i percorsi disponibili ci è sembrato importante offrire alle giovani donne che si ammalano e alle loro famiglie informazioni corrette su queste problematiche, pur riconoscendo la rapida evoluzione di quest’ambito.

  1. La maternità dopo il cancro
  2. Che cos’è la fertilità?
  3. Quali tumori potrebbero compromettere la fertilità?
  4. Quali trattamenti antitumorali potrebbero compromettere la fertilità?

La maternità dopo il cancro

Diventare madre richiede grande energia a livello personale, e al tempo stesso impone adattamenti nel rapporto con il partner e con le famiglie d’origine.

Oggi la maternità è per la donna il risultato di un’attenta pianificazione e non più un ‘passaggio naturale’ della sua realizzazione personale e familiare; spesso viene rimandata per dedicarsi agli studi o alla carriera o semplicemente per vivere con maggiore libertà il rapporto di coppia. Quando sopraggiunge una malattia come il cancro che, direttamente o indirettamente, è in grado di compromettere la fertilità, la situazione diventa più complessa: nonostante il desiderio di maternità sia vissuto da ogni donna in maniera differente, alle preoccupazioni per la possibilità di non poter avere un figlio si affiancano le paure per la propria salute e per quella del bambino.

E se la gravidanza aumentasse il rischio che la malattia ritorni? E se la ‘mia’ malattia fosse ereditaria? E se morissi, chi si prenderà cura del bambino?

Il modo migliore per fugare dubbi e timori è condividere con l’oncologo curante e con il ginecologo, possibilmente esperto nella gestione dei problemi di fertilità nelle pazienti oncologiche, il desiderio di avere un figlio dopo la guarigione in modo da ricevere informazioni corrette ed esaurienti per compiere scelte consapevoli, sicure ed efficaci.

Che cos’è la fertilità?

In generale il termine fertilità indica la capacità di un organismo vivente di riprodursi, ossia di concepire una nuova vita, e si definisce vita fertile il periodo in cui la donna è in grado di procreare.

La probabilità mensile di concepire un figlio è intorno al 30%, ma si riduce al 20% dopo i 35 anni e al 10% dopo i 40 anni. La fertilità diminuisce con l’età, con effetti più evidenti nella donna che nell’uomo. Nell’uomo, le caratteristiche del liquido seminale declinano sensibilmente dopo i35 anni, ma la fertilità rimane pressoché invariata fino ai 50 anni circa. Nella donna, dopo i 40 anni la fertilità è drasticamente ridotta, perché con l’età gli ovociti diminuiscono numericamente e diventano qualitativamente scadenti. Aumenta quindi la percentuale di aborti spontanei e la possibilità che nascano bambini con difetti cromosomici (ad esempio la sindrome di Down).

Quali tumori potrebbero compromettere la fertilità?

I tumori più frequenti nelle donne di 20-40 anni, quindi in piena vita fertile, interessano la mammella, la tiroide, la cervice uterina, il colon-retto e l’ovaio, poi vi sono i sarcomi, i linfomi e le leucemie.

Oggi è sempre più alto il numero di donne che devono affrontare il problema di una possibile infertilità sia perché  sono sempre di più i casi di malattia durante la vita fertile, sia perché l’età della prima gravidanza è sempre più avanzata.

Quali trattamenti antitumorali potrebbero compromettere la fertilità?

Tutti i trattamenti antitumorali – sia sistemici (chemioterapia, ormonoterapia, ecc.) che locali (radioterapia e chirurgia) – possono compromettere temporaneamente o permanentemente la fertilità.

Chemioterapia: può comportare la riduzione o la perdita della fertilità, ma si deve considerare che le reazioni al trattamento variano da individuo a individuo, da farmaco a farmaco, in funzione della dose somministrata e anche dell’età. Tutti i chemioterapici possono danneggiare le ovaie, ma alcuni possono avere effetti più pesanti sulla fertilità. Rientrano tra questi ciclofosfamide, melphalan, busulfano, le mostarde azotate, clorambucile, procarbazina, cisplatino, tuttora usati nel trattamento dei tumori della mammella, dell’apparato genitale e dei linfomi.

Il rischio di menopausa precoce è minore se la chemioterapia viene attuata in donne al di sotto dei 35 anni. Il fatto che il ciclo mestruale continui durante il trattamento o che riprenda, durante o dopo la sua conclusione, non sempre coincide con il mantenimento della fertilità. Può, infatti, accadere che, nonostante un ciclo mestruale regolare dopo la terapia, l’ovulazione sia assente o qualitativamente scadente; parimenti, l’assenza del ciclo mestruale non necessariamente indica la mancanza dell’ovulazione.

Ormonoterapia (o terapia ormonale): si usa nel trattamento dei tumori della mammella che presentano specifiche proteine dette recettori ormonali. Il farmaco più utilizzato è il tamoxifene, da solo o associato agli ormoni analoghi del GnRH. Se somministrato da solo, il rischio di menopausa precoce è molto basso al di sotto dei 45 anni, mentre aumenta leggermente se somministrato dopo la chemioterapia. Gli analoghi del GnRH mettono a riposo le ovaie, addormentando le cellule destinate alla riproduzione, che in questo modo diventano più resistenti alla chemioterapia. Quest’effetto è generalmente temporaneo: dopo una terapia di circa due anni, il ciclo mestruale riprende entro12 mesi nella maggior parte delle donne di età inferiore a 40 anni. Se ciò non accade, la causa non è la terapia, ma la ridotta quantità di ovociti rimasti e/o eventuali altri fattori quali stress emotivo, dimagrimento.

Chirurgia: l’asportazione dell’utero e/o delle ovaie e/o delle tube per tumori dell’apparato genitale blocca la funzione riproduttiva e la capacità dell’organismo di produrre gli ormoni; l’asportazione di un solo ovaio riduce parzialmente la fertilità. In alcuni casi è possibile ricorrere a trattamenti chirurgici mini-invasivi (conizzazione per l’asportazione di lesioni precancerose del collo dell’utero) in grado di preservare la fertilità senza peggiorare la prognosi.

Radioterapia: l’irradiazione della pelvi o dell’addome danneggia le ovaie o determina alterazioni vascolari o danni muscolari a carico dell’utero e quindi può compromettere la fertilità, ma tali effetti dipendono dalla dose erogata e dal suo frazionamento, dal campo di irradiazione e dall’età della paziente.

Anche la radioterapia per il trattamento di un tumore cerebrale può compromettere la fertilità in quanto influisce sulla secrezione degli ormoni che la regolano prodotti nell’ipotalamo e nell’ipofisi.

SHARE

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Prof. Martirani Mirko
Medicina della Riproduzione ed Endoscopia Ginecologica
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Tristique nulla aliquet enim tortor at auctor urna. Pulvinar sapien et ligula ullamcorper malesuada proin. Vulputate dignissim suspendisse in est ante in. Sit amet facilisis magna etiam tempor. Facilisis sed odio morbi quis commodo odio aenean sed adipiscing. Tristique senectus et netus et malesuada. Ante in nibh mauris cursus mattis. Augue ut lectus arcu bibendum at varius vel pharetra vel. Tellus mauris a diam maecenas. Turpis in eu mi bibendum neque egestas congue. Nulla facilisi nullam vehicula ipsum a arcu cursus vitae. Quis eleifend quam adipiscing vitae proin sagittis. Libero enim sed faucibus turpis. Cursus in hac habitasse platea dictumst quisque. Neque volutpat ac tincidunt vitae semper quis lectus. Senectus et netus et malesuada fames. Ac odio tempor orci dapibus ultrices. Dictum non consectetur a erat nam at lectus urna. Sed tempus urna et pharetra pharetra massa massa ultricies mi. Dictum varius duis at consectetur lorem donec massa sapien faucibus.
Prof. Castaldo Emanuele
Medicina della Riproduzione ed Endoscopia Ginecologica
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Tristique nulla aliquet enim tortor at auctor urna. Pulvinar sapien et ligula ullamcorper malesuada proin. Vulputate dignissim suspendisse in est ante in. Sit amet facilisis magna etiam tempor. Facilisis sed odio morbi quis commodo odio aenean sed adipiscing. Tristique senectus et netus et malesuada. Ante in nibh mauris cursus mattis. Augue ut lectus arcu bibendum at varius vel pharetra vel. Tellus mauris a diam maecenas. Turpis in eu mi bibendum neque egestas congue. Nulla facilisi nullam vehicula ipsum a arcu cursus vitae. Quis eleifend quam adipiscing vitae proin sagittis. Libero enim sed faucibus turpis. Cursus in hac habitasse platea dictumst quisque. Neque volutpat ac tincidunt vitae semper quis lectus. Senectus et netus et malesuada fames. Ac odio tempor orci dapibus ultrices. Dictum non consectetur a erat nam at lectus urna. Sed tempus urna et pharetra pharetra massa massa ultricies mi. Dictum varius duis at consectetur lorem donec massa sapien faucibus.
Prof. De Rosa Pasquale
Medicina della Riproduzione ed Endoscopia Ginecologica
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Tristique nulla aliquet enim tortor at auctor urna. Pulvinar sapien et ligula ullamcorper malesuada proin. Vulputate dignissim suspendisse in est ante in. Sit amet facilisis magna etiam tempor. Facilisis sed odio morbi quis commodo odio aenean sed adipiscing. Tristique senectus et netus et malesuada. Ante in nibh mauris cursus mattis. Augue ut lectus arcu bibendum at varius vel pharetra vel. Tellus mauris a diam maecenas. Turpis in eu mi bibendum neque egestas congue. Nulla facilisi nullam vehicula ipsum a arcu cursus vitae. Quis eleifend quam adipiscing vitae proin sagittis. Libero enim sed faucibus turpis. Cursus in hac habitasse platea dictumst quisque. Neque volutpat ac tincidunt vitae semper quis lectus. Senectus et netus et malesuada fames. Ac odio tempor orci dapibus ultrices. Dictum non consectetur a erat nam at lectus urna. Sed tempus urna et pharetra pharetra massa massa ultricies mi. Dictum varius duis at consectetur lorem donec massa sapien faucibus.